Ciò che t salva non e’ sempre la paura

Credo che tutti i miei problemi,su come vivo il mondo,su come vivo me stessa,sia data dal quel giorno. Il giorno dell’abbandono.
Non ho mai accettato questa cosa.
Credo che chi ha vissuto questa cosa si divida in due categorie.
Quelle che vivono la nuova nascita come qualcosa di speciale di cui essere grati,da sfruttare come frutto di una grande fortuna ed energia,e vivere ringraziando quel momento e non farsi scappare ogni possibilità che c’è stata data,e trasformarla in un opportunità d benessere e di vita.
E quelli come me.
Ancorati al passato,schiavi del no. Dipendenti dal pensiero che qualcuno non t abbia voluto. Una persona che t ha visto e t ha lasciato ed una che si e’lavata completamente le mani. Vivere costantemente con una rabbia verso il mondo,e una non accettazione di se stessi. Eternamente combattute tra l’odio verso loro e l’odio verso te. Non riuscendo a scegliere a chi dare la colpa e quindi darla ad entrambi. E così non riesci mai a rendere felici chi ti sta accanto,e mai te. Perché nessuno se lo merita. Nessuno dei due.
Cerchi affetto,cerchi un si,cerchi un per sempre da chiunque. Cerchi una persona che non ti dia via,e un altra che ti riconosca e si faccia conoscere. Vedendo in ogni uomo quel l’affetto materno e paterno nelle radici che tu non hai avuto. Colpevolizzando gli stessi,ignari. E pretendendo ciò che la natura non ti ha dato che ti avrebbe dovuto dare,e per sempre.
Questo e’quanto. Questo e’quello che e’.
E mi fa male ammetterlo tanto quando saperlo e sentirlo e non farne a meno.
Se mai avrò un figlio… Spero di essere una buona madre. E di trovare in esso con esso e per esso quell’equilibrio emotivo che mi e’stato tolto nel momento stesso in cui io ho visto la luce.
E per questo,ho deciso sempre di vivere al buio. Perché la luce per me non e’ vita. E’tutto il contrario.